Chiesa perseguitata
LAOS: la vita di un pastore PDF Stampa E-mail

LAOS: la vita di un pastore
26 gennaio 2012

Nel 2000 Kye ha perso la libertà a causa della sua fede in Gesù. Nella provincia nella quale era stato inviato come pastore, grazie alla sua attività la Chiesa era cresciuta fino a contare 500 membri, poi venne arrestato. Intanto, mentre era in prigione, contro i credenti del suo villaggio fu esercitata una forte pressione affinché scegliessero se rinnegare la loro fede o perdere le loro terre e i mezzi di sostentamento. Dopo aver scontato ben 4 anni di carcere, tornò a casa e alla sua chiesa con una fede ancor più forte e determinata.
Suo suocero, uno dei capi del villaggio, non aveva mai approvato la sua nuova fede e temendo che Kye iniziasse nuovamente la sua opera pastorale, gli intimò di trasferirsi altrove.
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INDIA: aumento aggressioni cristiani PDF Stampa E-mail

INDIA: Karnakata insicuro per i cristiani
19 gennaio 2012

Vi sono ampie zone dell’immensa India in cui gli attacchi contro i cristiani continuano e la discriminazione, mista a una reale persecuzione, permea la vita sociale di intere comunità. Durante il periodo natalizio, in particolare tra il 25 dicembre e capodanno, sono aumentate le aggressioni contro i cristiani soprattuto nello stato sud-occidentale di Karnataka. Questo stato, la cui capitale è Bangalore, è grande un po’ più della metà del nostro paese, ha un numero di abitanti di poco inferiore a quello dell’Italia intera e dalla Evangelical Fellowship of India’s è stato nominato per il terzo anno consecutivo il luogo più insicuro per le minoranze religiose in India. Con 49 casi di violenza e ostilità contro i cristiani (ovviamente si tratta di quelli conosciuti e denunciati), Karnataka ha il più alto tasso di persecuzione del paese (nella foto un gruppo di cristiani inscena una protesta silenziosa contro le violenze).
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COREA DEL NORD: Amnistia per prigionieri PDF Stampa E-mail

COREA DEL NORD: amnistia per prigionieri dei campi di lavoro
12 gennaio 2012

I vertici del governo nordcoreano hanno annunciato un’amnistia e l’1 febbraio 2012 sarà rilasciato un numero imprecisato di prigionieri dai famigerati campi di lavoro, veri e propri lager in cui letteralmente scompaiono dissidenti politici, criminali e cristiani. Questa amnistia fa parte dell’insieme di eventi organizzati per celebrare l’anniversario della nascita dell’ex presidente Kim Il Sung e, contemporaneamente, il 70° compleanno del “Caro leader” Kim Jong Il, scomparso di recente. Intanto proseguono gli sforzi per il consolidamento del potere nelle mani del nuovo leader, il giovane Kim Jong-Un.

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NIGERIA: nuovo attacco a chiesa cristiano PDF Stampa E-mail

NIGERIA: nuovo attacco a chiesa cristiana, 6 morti e 10 feriti
5 gennaio 2012


Non si ferma la spirale di violenza che scuote la Nigeria e sconvolge la comunità cristiana. Dopo le stragi di Natale, l’ultimatum ai cristiani perchè lascino il nord del Paese e le bombe di ieri, questa sera c’è stato un nuovo attacco contro una chiesa. Uomini armati hanno fatto irruzione ed aperto il fuoco nell’edificio, nella città di Gombe, nel nord-est, causando la morte di sei persone e il ferimento di almeno altre dieci. «Erano circa le 19.30, ora locale, quando alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nella chiesa e hanno aperto il fuoco sulla congregazione.

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La nuova World Watch List 2012 PDF Stampa E-mail
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NEWS: la nuova lista dei paesi dove esiste la persecuzione

5 gennaio 2012

Il 2011 è stato un anno molto complesso da tanti punti di vista. Grandi tumulti e rivoluzioni nei paesi arabi hanno portato a cambi di regime prima inimmaginabili, con la caduta di dittatori che tenevano saldamente il potere da decenni in Tunisia, Egitto, Yemen e Libia. Tutto il mondo è stato scosso da terremoti economici e finanziari, mentre in alcuni paesi la fame e l’instabilità si sono aggravate. In Africa attraverso un tormentato referendum è nato un nuovo stato, il Sudan del Sud, mentre il paese in cui più si perseguitano i cristiani, la Corea del Nord, ha perso il suo “Caro Leader”, il dittatore Kim Jong-Il, a cui è succeduto il figlio Kim Jong-Un. Sempre in questo intensissimo anno, Osama Bin Laden, ricercato numero uno del terrorismo internazionale, è stato trovato e ucciso in Pakistan, mentre proprio questo paese viveva - e vive - uno dei periodi più bui della sua storia.
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MONDO: liberi di credere PDF Stampa E-mail

MONDO: buone notizie dal mondo

29 dicembre 2011

Desideriamo concludere l’anno con una recente buona notizia: il 19 dicembre scorso, nella 66° sessione delle Nazioni Unite, l’Assemblea Generale ONU ha approvato una risoluzione che mira a “Combattere l’intolleranza, gli stereotipi negativi, la stigmatizzazione, la discriminazione, l’incitamento alla violenza e la violenza contro le persone sulla base del credo religioso”.
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Mondo: aggiornamento lista paesi con persecuzione PDF Stampa E-mail

MONDO: la nuova lista dei paesi dove esiste la persecuzione

27 dicembre 2011

Mercoledì 4 gennaio 2012, Porte Aperte/Open Doors International pubblicherà l’annuale World Watch List 2012, la lista dei 50 paesi dove i cristiani sono più perseguitati. Da 10 anni consecutivi la Corea del Nord è al primo posto della nostra lista e, nonostante la recente scomparsa del dittatore Kim Jong-Il, è probabile che il suo triste primato rimanga intaccato. L’anno scorso l’Iran era al secondo posto seguito dall’Afghanistan, ma già nella tragica top ten possiamo anticiparvi che ci saranno dei cambiamenti importanti dopo un 2011 colmo di rivoluzioni e colpi di scena internazionali. Diversi altri paesi potrebbero aver risalito la classifica, citiamo per esempio la Nigeria (al 23° posto l’anno scorso), il Sudan (al 35° posto l’anno scorso) e l’Egitto (al 19° posto l’anno scorso), a causa di un acuirsi dei fenomeni persecutori a danno di cristiani registrato fra gli ultimi mesi del 2010 e gran parte del 2011
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IRAQ: il nord non sembra più sicuro PDF Stampa E-mail

IRAQ: il nord non sembra più sicuro
8 dicembre 2011

I primi giorni di questa settimana, i soldati americani che occupavano la base di Camp Adder, a Nassiriya, hanno lasciato l’Iraq definitivamente. Facevano parte dei 39.000 rimasti per addestrare le forze di sicurezza irachene, proteggere personale e strutture americane e organizzare operazioni antiterrorismo. Gli ultimi soldati con incarichi di combattimento avevano già lasciato il paese a metà agosto. Mentre i militari stranieri progressivamente fanno armi e bagagli, sarebbe fantastico poter dire che l’Iraq è stabile e ha trovato un suo equilibrio democratico.

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Vietato scrivere Gesù negli sms PDF Stampa E-mail
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PAKISTAN: vietato scrivere Gesù negli SMS

 Qualche giorno fa, l’Autorità delle Telecomunicazioni del Pakistan ha ordinato alle società di telefonia mobile del paese di bloccare gli sms che contengono alcune parole ritenute volgari, oscene o nocive al senso del pudore e ha fornito una dettagliata lista di 1600 termini deprecabili tra cui troviamo le parole Gesù Cristo.

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Il pastore Yousef Nadarkhani rischia l'esecuzione PDF Stampa E-mail

ROMA - In Iran il pastore Yousef Nadarkhani rischia l'impiccagione perché non ha abiurato la sua fede cristiana. Ci si attende una decisione entro metà dicembre. Il pastore, in carcere dal 2009, è un «prigioniero di coscienza, detenuto unicamente a causa del suo orientamento religioso», come scrive Amnesty International.

Già da metà ottobre scorso Amnesty invita a firmare un appello in cui si chiede «il rilascio immediato e incondizionato di Yousef Nadarkhani» oltre a «far decadere tutte le accuse a suo carico in relazione al suo credo religioso».

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Pakistan PDF Stampa E-mail
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Pakistan: ancora attacchi

Qual è il destino di questa nazione? Sfilano davanti ai nostri occhi le notizie di attentati terroristici in Pakistan, devastanti esplosioni tra i civili, locali pubblici e mercati ridotti in brandelli e vittime, decine, centinaia di vittime, uomini, donne e bambini indiscriminatamente bersagli senza colpe di un’avanzata incontenibile del terrore firmato estremisti islamici talebani.

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Yemen: liberate le bambine tedesche rapite nel 2009 Stampa E-mail
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Forse molti di voi si ricorderanno del gruppo di 9 cristiani stranieri - membri di un'organizzazione umanitaria - rapiti il 12 giugno del 2009 nello Yemen; forse molti di voi avranno pregato per le famiglie delle tre infermiere componenti di quel gruppo (due di nazionalità tedesca e una coreana) ritrovate morte pochi giorni dopo il rapimento; forse spesso vi sarete chiesti quale sia stato il destino degli altri 6 componenti di quel gruppo, ebbene è notizia di questi giorni che le due sorelline tedesche Lydia e la più giovane Anna (il giorno del rapimento avevano quattro e tre anni) sono state liberate e, secondo le poche informazioni trapelate, le loro condizioni sarebbero considerate buone (per quanto possibile in una situazione del genere). Quanto ai loro genitori e al fratellino (oltre che al volontario britannico) sequestrati con loro, non si hanno ancora notizie. Al momento del rapimento nel 2009, gli adulti di questo gruppo lavoravamo in un ospedale a Saada, nello Yemen  del nord, zona di confine con l'Arabia Saudita, dove dal 2004 è in corso una sanguinosa rivolta di un gruppo sciita contro le autorità yemenite, che collaborano anche con le forze saudite per combattere i ribelli, legati a quanto pare ad al Qaeda.

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Pakistan: rapiscono le giovani cristiane

Ragazzina Mentre nelle nazioni occidentali si discute appassionatamente di velo, di burkini e di diritti delle minoranze islamiche, con inspiegabili erosioni dei diritti dei cristiani (come nei recenti casi in Inghilterra), gran parte del mondo islamico procede spedito nella direzione dell’assoluta “non reciprocità”, vessando e perseguitando i non musulmani e in particolare i cristiani. La vena polemica con cui iniziamo questa newsletter deriva ovviamente dal nostro impegno diretto in quelle nazioni dove la persecuzione è reale, ove raccogliamo valanghe di testimonianze di cristiani discriminati, incarcerati, torturati, uccisi o rapiti. E a proposito dell’infame fenomeno dei rapimenti, la cronaca ci riporta oggi in Pakistan, dove molte giovani cristiane vengono sequestrate e costrette a convertirsi all’islam a suon di violenze.

Sonia Mahon ha 19 anni. E’ cristiana e vive con la sua famiglia nel sobborgo di Nishtar della grande città pakistana di Lahore. Il primo aprile scorso Ali Raza, un musulmano della zona, ha bussato alla porta di casa sua, dicendole che il fratello Parvaiz l’aspettava lì fuori. Ingenuamente le ha creduto e invece del fratello ad aspettarla c’era un’auto con all’interno alcuni amici di Raza. L’hanno costretta a entrare e da quel momento è sparita.

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