Testimonianza: Eligio Capelli Stampa E-mail

Quelli che amano la tua salvezza dicano:
"Sia magnificato l’Eterno" (Salmo 70:4)

Eligio Cappelli


Spesso mi capita di ripensare al mio passato e a come, credendo di divertirmi, buttavo invece al vento la mia vita, ho più volte testimoniato di come il Signore abbia cambiato il mio modo di vivere, ma desidero farlo con una cerchia maggiore, perché il Salvatore, possa aiutare quante più persone anche con il mio piccolo contributo.

Il mio nome é Eligio e come quasi tutte le persone ho trascorso la mia prima infanzia in famiglia, custodito e seguito dai miei genitori. Purtroppo, crescendo, presi a considerare questa loro protezione, soprattutto da parte di mio padre una limitazione alla mia libertà. Consideravo eccessiva la sorveglianza a cui venivo sottoposto e le richieste di cosa facessi o dove andassi. Verso i quindici anni, ritenendomi già un uomo, mi ribellai e cominciai a vivere capovolgendo tutti i valori morali che mi erano stati insegnati fino a quel momento.

 

 

Cominciai ad avvicinare tante persone, senza fare alcuna selezione, mi diedi alla bella vita e da quasi subito mi accorsi di una dura realtà che regola questo mondo: “il più forte calpesta il più debole, e, per non essere esclusi dal gruppo, ci si deve vestire ed agire nel loro stesso modo, seguendo in tutto i loro stessi atteggiamenti.

In breve tempo, come capita a molti ragazzi, mi adeguai. Anzi per essere al centro dell’attenzione e per avere qualche considerazione, proponevo e facevo cose peggiori degli altri. Tuttavia, per quanto cercassi di divertirmi, la noia mi assaliva continuamente, così desideravo fare sempre nuove esperienze e sempre più rischiose, esponendomi alla possibilità che i nostri giochi potessero avere anche delle conseguenze penali, sia che fossi io a consigliarli, oppure quando, per non apparire codardo, seguivo i miei compagni allorché decidevano qualcosa da farsi non del tutto legale, che noi passavamo per scherzo. Tuttavia nonostante i continui passatempi: donne, discoteche, alcolici, sostanze stupefacenti, ecc. ...la vita non aveva quei colori rosa sperati, anzi era di un grigiore assurdo che nei rari momenti di riflessione mi faceva considerare il fatto per lo meno strano.Mi chiedevo in quelle circostanze, perché non ero felice e che cosa impediva che lo fossi. Esisteva un muro impalpabile ma ben spesso che impediva al mio cuore di amare, muro che mattone su mattone aveva eretto il mio egoismo. Nonostante questa constatazione avevo sul volto una maschera sempre atteggiata al sorriso, mentre dentro di me piangevo. Un giorno delle persone mi parlarono di Gesù, affermando che Egli mi aveva amato così tanto da aver voluto subire un’atroce condanna sulla croce, per scontare la pena che io avrei dovuto espiare a causa dei miei peccati e tutto questo lo aveva realizzato solo perché io fossi felice. Mi venne spiegato che la causa della mia scontentezza erano proprio i miei peccati.

 

 

Mi venne spontaneo considerare quelle persone proprio strane e come se niente fosse ripresi la vita di sempre, tuttavia quanto avevo udito mi turbò profondamente. Da quel giorno mi sentii diviso, una parte di me avrebbe voluto conoscere quella Persona così particolare che mi offriva, solo a condizione di imparare ad amare, la Sua amicizia; l’altra invece si rifiutava categoricamente, non solo di accettare un così grande bene ma perfino di parlare di Lui, solo per non riconoscere che fino a quel momento la mia vita era trascorsa come corrosa da un virus mortale: il Peccato.

Col passare del tempo mi fu chiarito che se avessi affidato la mia vita a Chi mi conosceva così profondamente, se mi fossi pentito di cuore per la mia vita trascorsa in modo così balordo, non solo avrei trovato in Cristo un amico sincero pronto ad ascoltarmi e aiutarmi in tutte le circostanze, ma tramite il Suo sacrificio considerato compiuto proprio per me, sarei diventato figlio di Dio e avrei ereditato la vita eterna con Lui.

Spinto dal desiderio di conoscere Questa Persona di cui mi avevano così tanto parlato, mi procurai una Bibbia e iniziai a leggerla. Inizialmente non tutto mi fu chiaro anzi per molto tempo ebbi dei conflitti interiori, che cessarono non appena mi arresi al Signore affidandoGli tutta la mia vita, affinché mi guidasse per il resto dei miei giorni.

Da quel giorno sono trascorsi molti anni, e la mia fiducia nel Signore si é sempre più rafforzata e col tempo ho scoperto anche il senso del nostro vivere. Da quando ho permesso a Gesù Cristo di vivere in me, sono cambiato profondamente, intanto ho trovato in Lui quella pace e quella felicità che invano e per tanto tempo avevo cercato, poi, guidando la mia vita ha spezzato quel muro d’indifferenza, ipocrisia, corruzione che avvolgevano il mio cuore.

Egli, vivendo in me mi comunica il Suo amore, che m’insegna ad amare non solo la Sua Persona, ma anche chi mi sta vicino; questa è la vera pace, non avere sentimenti negativi nei confronti di tutti, desiderare il loro bene. Per quanto strano possa sembrare, Egli ci spinge ad agire con bontà anche nei confronti di coloro che perfino ci detestano.

Certo questo modo di pensare mi sarebbe sembrato da pazzi, solo qualche tempo prima, ma ora grazie a Lui tante cose sono così chiare. Tuttavia non vorrei che si pensasse che da quel giorno i problemi non esistono più, anzi spesso sono aumentati, ma col Suo aiuto posso affrontarli con serenità, infatti nei momenti più difficili Egli mi sostiene e mi dà la Sua pace, è proprio Lui l’unico vero amico che non tradisce mai.
Mi rivolgo a te che leggi questa mia testimonianza, spero che il Signore ti aiuti a prendere una decisione per Lui, sappi che anche in questo momento ti é vicino e ti aspetta.

Leggendo la Sua Parola, la Bibbia, potrai capire il vero scopo della tua vita e ricevere così tante benedizioni.

Provare per credere! Ricordati che: "Nessuno ha amore più grande di dare la Sua vita per i propri amici." Vangelo di Giovanni 15:13.

Eligio Capelli