INDIA: aumento aggressioni cristiani PDF Stampa E-mail
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INDIA: Karnakata insicuro per i cristiani
19 gennaio 2012

Vi sono ampie zone dell’immensa India in cui gli attacchi contro i cristiani continuano e la discriminazione, mista a una reale persecuzione, permea la vita sociale di intere comunità. Durante il periodo natalizio, in particolare tra il 25 dicembre e capodanno, sono aumentate le aggressioni contro i cristiani soprattuto nello stato sud-occidentale di Karnataka. Questo stato, la cui capitale è Bangalore, è grande un po’ più della metà del nostro paese, ha un numero di abitanti di poco inferiore a quello dell’Italia intera e dalla Evangelical Fellowship of India’s è stato nominato per il terzo anno consecutivo il luogo più insicuro per le minoranze religiose in India. Con 49 casi di violenza e ostilità contro i cristiani (ovviamente si tratta di quelli conosciuti e denunciati), Karnataka ha il più alto tasso di persecuzione del paese (nella foto un gruppo di cristiani inscena una protesta silenziosa contro le violenze).

Per fare un esempio il primo gennaio circa 20 uomini, sospettati di far parte del gruppo estremista indù Bajrang Dal, hanno fatto irruzione nella casa di un credente del villaggio di Hunnur (distretto di Bagalkot), dove si stava realizzando un servizio di inizio anno della Blessing Youth Mission Church: è stato necessario l’intervento della polizia per salvare il pastore Siddu Seemanth Gunike e gli altri presenti. Stessa sorte è stata riservata alla Karnataka Calvary Fellowship Church dell’area di Ganeshgudi (distretto Nord Canara) durante il capodanno: un gruppo inferocito di 10 estremisti indù ha fatto irruzione interrompendo il servizio e anche qui l’intervento della polizia ha evitato il peggio. Il 28 dicembre, invece, un gruppo di estremisti del Sriram Sene (altro movimento radicale induista) ha interrotto un incontro di preghiera della Divyadarsana Ministry Church a Davanagere city (distretto di Davanagere), anche in questo caso malmenando il pastore, ma quando la polizia è intervenuta, ha pensato bene di arrestare il pastore e alcuni credenti per verificare se stessero obbligando con la forza la gente a pregare. Questi gruppi di estremisti si battono soprattutto per “mantenere l’identità induista indiana”, perciò si scagliano con violenza contro i cristiani affinché il cristianesimo non possa in nessun modo crescere, anche se in India, vale la pena ricordarlo, è legale evangelizzare e convertirsi da una religione all’altra.


Sono molti gli eventi persecutori come questi nello stato di Karnataka ma anche in altre zone dell’India. Concludiamo riportandone uno relativo al 25 dicembre scorso, quando un gruppo di almeno 20 uomini dell’Hindu Jagran Vedike (Hindu Revival Forum) ha attaccato una congregazione cristiana con pietre e bastoni nella zona di Maindguri, a pochi km da Mangalore (distretto di Dakshina Kannada), picchiando uomini, donne e anche bambini, causando vari feriti tra cui la moglie del pastore. 

L'india si mantiene stabile al 32° posto della WWList, la lista dei paesi dove esiste la persecuzione.


FONTE: Porte Aperte