La nuova World Watch List 2012 PDF Stampa E-mail
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NEWS: la nuova lista dei paesi dove esiste la persecuzione

5 gennaio 2012

Il 2011 è stato un anno molto complesso da tanti punti di vista. Grandi tumulti e rivoluzioni nei paesi arabi hanno portato a cambi di regime prima inimmaginabili, con la caduta di dittatori che tenevano saldamente il potere da decenni in Tunisia, Egitto, Yemen e Libia. Tutto il mondo è stato scosso da terremoti economici e finanziari, mentre in alcuni paesi la fame e l’instabilità si sono aggravate. In Africa attraverso un tormentato referendum è nato un nuovo stato, il Sudan del Sud, mentre il paese in cui più si perseguitano i cristiani, la Corea del Nord, ha perso il suo “Caro Leader”, il dittatore Kim Jong-Il, a cui è succeduto il figlio Kim Jong-Un. Sempre in questo intensissimo anno, Osama Bin Laden, ricercato numero uno del terrorismo internazionale, è stato trovato e ucciso in Pakistan, mentre proprio questo paese viveva - e vive - uno dei periodi più bui della sua storia.
Le truppe americane si sono definitivamente ritirate dall’Iraq, ma il paese intanto è vittima di attentati devastanti e l’estremismo islamico sembra giocare una partita su scala mondiale non solo qui, ma anche in Afghanistan, Nigeria, Somalia, Egitto, Pakistan ecc. Il 2011 è stato decisamente un anno complesso e tutti questi avvenimenti hanno inevitabilmente influenzato la nostra WWList.

Cosa cambia

La Corea del Nord è per la decima volta al 1° posto di questa lista, attestandosi come paese che più perseguita i cristiani. Si stima che vi siano dai 50.000 ai 70.000 cristiani che soffrono nei terribili campi-prigione nordcoreani a causa della loro fede. In 8 nazioni della Top 10, vi sono restrizioni dovute a un governo islamico, mentre più generalmente ben 32 delle 50 nazioni della classifica sono islamiche. Un consistente peggioramento per i cristiani si registra in Pakistan, che entra di fatto nella Top 10, in Sudan, che passa addirittura dal 35° al 16° posto, in Nigeria, che nell’anno appena concluso vanta il più alto numero di martiri cristiani e che passa dunque dal 23° al  13° posto, e nel vicino Egitto, scenario di attentati a chiese e gruppi di cristiani, che passa invece dalla 19° alla 15° posizione. Rientra con forza nella WWList la Colombia, a causa delle violenze perpetrate contro i cristiani dai gruppi di guerriglieri, mentre scende di posizioni la Cina (21°), ma a causa dell’ascesa di altre nazioni, non quindi per un reale miglioramento della situazione interna. Preoccupa anche l’ascesa di varie posizioni dell’Indonesia e dell’Etiopia, mentre timidi miglioramenti si registrano in paesi come il Buthan, Qatar, Laos, Yemen, Iran e Iraq, quest’ultimo però non tenendo conto degli ultimi attentati avvenuti a fine dicembre 2011. Escono dalla WWlist Sri Lanka e Zanzibar (Tanzania).

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FONTE: PORTE APERTE