MONDO: liberi di credere PDF Stampa E-mail
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MONDO: buone notizie dal mondo

29 dicembre 2011

Desideriamo concludere l’anno con una recente buona notizia: il 19 dicembre scorso, nella 66° sessione delle Nazioni Unite, l’Assemblea Generale ONU ha approvato una risoluzione che mira a “Combattere l’intolleranza, gli stereotipi negativi, la stigmatizzazione, la discriminazione, l’incitamento alla violenza e la violenza contro le persone sulla base del credo religioso”.
Questo è ancora una volta il risultato anche della nostra campagna internazionale Free to believe, a cui molti di voi avevano partecipato nel 2010 apponendo la firma ai nostri moduli per dire NO al concetto di “diffamazione delle religioni”, cioè NO all’idea che si dovessero proteggere le religioni da critiche poiché di fatto tale idea era un’arma devastante nelle mani di estremisti in paesi come il Pakistan, grazie alla quale potevano accusare le minoranze religiose (soprattutto i cristiani) di offendere la loro religione per il solo fatto di esistere o di non andare alla moschea del paese o di non seguire i riti e le tradizioni connessi, in questo caso (ma non è il solo) all’islam.In tutto il 2011 abbiamo continuato con perseveranza a operare attraverso una diplomazia silenziosa fatta di contatti e incontri con i diplomatici dei vari stati che compongono l’ONU. In marzo, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione simile, ma ora è l’Assemblea Generale, quindi l’organo in cui tutti i paesi sono rappresentati (compresi dunque anche i paesi musulmani), ad aver approvato questa risoluzione che punta l’obiettivo non sulle religioni o sulle credenze, ma sulle persone, cercando di garantirne la libertà religiosa. Ciò significa che l’ONU invita tutti gli stati membri a garantire a tutti gli esseri umani la libertà e il diritto di adottare una religione per scelta personale e di esprimere liberamente le proprie opinioni in merito, condannando inoltre ogni campagna d’odio religioso e riconoscendo che il dibattito pubblico di idee differenti può essere uno dei sistemi di protezione migliori contro le intolleranze religiose. Questa che per noi è una libertà consolidata e scontata, in altri paesi è un miraggio a cui molti fratelli e sorelle cristiani non possono fare appello. Tra poco più di una settimana sarà pubblicata proprio la nuova WWList, la lista dei paesi dove esiste la persecuzione contro i cristiani, emblema di quanto non sia affatto scontata la libertà religiosa in molte nazioni di questo mondo.

Arie de Pater, delegato di Porte Aperte/Open Doors International che si è occupato da vicino di questa materia, ha dichiarato: “La campagna Free to believe è di fatto stata uno strumento essenziale per creare una consapevolezza nell’opinione pubblica nazionale e internazionale sulle condizioni delle minoranze religiose e sull’importanza della libertà religiosa, incoraggiando le delegazioni degli stati ONU a votare contro la pericolosa risoluzione sulla diffamazione delle religioni. Festeggiamo questa nuova risoluzione come un grande passo in avanti”.

Grazie ancora una volta a tutti voi che ci sostenete anche partecipando alle nostre petizioni.
PER ACCEDERE ALLA PAGINA DELLE PETIZIONI CLICCA QUI

FONTE: PORTE APERTE