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Gesù morì in Giappone

Anche chi non frequenta regolarmente una chiesa e si interessa poco della fede cristiana, conosce se non altro gli eventi centrali della vita di Cristo, così come ci vengono riferiti dalla Bibbia: la nascita a Betlemme in una stalla, l’infanzia a Nazareth con Maria e Giuseppe, i tre anni in cui Gesù ha insegnato ed operato miracoli e poi, infine, la Sua morte sulla croce del Golgota.

 

Secondo una delle teorie, più o meno bizzarre sulla vita di Gesù che vanno di moda ultimamente, però non è proprio così! “Anche il Giappone, paese lontanissimo dalla Palestina, ha la sua leggenda: "La leggenda di Kirisuto". Kirisuto è il nome con cui Gesù è conosciuto in Giappone.

Nel nord del Giappone, nella prefettura di Aomori, esiste un paese di nome Shingo, ma il cui vecchio nome era Herai. In questo villaggio, ancora oggi, c'è un tumulo alla cui sommità è stata eretta una croce: per la tradizione è la tomba di Gesù.
Secondo questa leggenda Gesù, all'età di 21 anni,
attraversando la Russia e la Siberia, si trasferì in Giappone dove imparò la lingua e dove studiò l'antico Scintoismo per 10 anni. Tornò poi in Palestina per insegnare questa dottrina, ma venne catturato dai romani. Non fu lui però a morire crocifisso, ma bensì suo fratello Isukiri che volontariamente si sacrificò per salvare il fratello”.

All'età di 37 anni, Gesù tornò in Giappone dove sposò una donna di nome Miyuko e visse come ricco contadino fino all'età di 106 anni. Alla sua morte fu sepolto nei pressi del villaggio di Shingo, dove in una seconda tomba riposerebbero i resti di suo fratello Isukiri che vennero recuperati dopo la crocifissione.

La presunta tomba di Cristo in Giappone attira visitatori di tutto il mondo e su di essa sono state costruite una serie di attività commerciali tra le quali un museo e vari negozi. Il sito è visitato da circa 40.000 turisti ogni anno. C’è anche chi viene considerato discendente di Gesù, come per esempio Junichiro Sawaguchi, alla cui famiglia appartiene il terreno dove si trova la tomba. La BBC Radio 4 ha pubblicato un’intervista con lui.

Effettivamente”, afferma Sawaguchi, “la mia famiglia è buddista, non cristiana”. E poi esprime dei dubbi quando dice: “Non pretendo di essere un discendente di Gesù anche se la gente dice che mio nonno è connesso con la leggenda.

Certo che la leggenda lascia piuttosto increduli, ma in Giappone esistono non poche persone che credono veramente al fatto che Gesù sia arrivato da loro, si sia sposato, abbia avuto figli e che sia vissuto per tutti quegli anni.

Ci sarebbero comunque degli indizi che proverebbero la veridicità della storia; per esempio sugli antichi Kimono della zona veniva disegnata una stella di Davide”.
Nel 1935 un prete di Ibaraki trovò un documento in giapponese antico - sarebbe addirittura il testamento di Gesù  - nel quale viene indicata Shingo come il luogo di sepoltura.

Anche presunti antichi documenti ebraici scoperti negli anni 30 descriverebbero vita e morte di Gesù in Giappone. Questi documenti però sono spariti in modo misterioso…

Sicuramente la Bibbia, così come la conosciamo, è molto più attendibile dei misteriosi documenti ebraici scomparsi nel nulla... Anzi, di più: la Bibbia è l'unica fonte affidabile sulla vita di Gesù, perché Essa è la Parola di Dio. E lì, come sappiamo, il Giappone non viene menzionato neppure una sola volta.

No, Gesù non fuggì da Gerusalemme, non andò in Giappone per diventare contadino, non fuggì dalla morte sulla croce, anzi, Egli stesso, poco prima di prima di morire, disse:

Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo.” (Giovanni 10:17-18)

Gesù è morto perché aveva deciso di morire, nessuno poteva togliergli la vita e nessuno poteva sostituirlo.

L'evangelista Giovanni descrive così l'arresto di Gesù:

Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: Chi cercate? Gli risposero: Gesù il Nazareno. Gesù disse loro: Io sono! (...) Appena egli disse loro: Io sono, essi indietreggiarono e caddero a terra. Gesù dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Essi dissero: Gesù il Nazareno. Gesù rispose: Vi ho detto che sono io (...). Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio destro; or quel servo si chiamava Malco. Ma Gesù disse a Pietro: Riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?” (Giovanni 18: 4-8; 10-11)

Non c'è il minimo accenno che Gesù volesse fuggire, anzi, rimprovera Pietro per il suo tentativo di difenderlo, e si rivela subito ai soldati.

Perché questo atteggiamento? Gesù si era arreso e non aveva più voglia di lottare? No, Gesù aveva deciso di morire per un motivo ben preciso. Sempre nel vangelo di Giovanni, Gesù ad un certo punto dice:

Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore.” (Giovanni 10:11)

Il motivo per cui Gesù voleva morire, erano le “sue pecore”, cioè gli uomini, noi! Questo era lo scopo della Sua venuta sulla terra: Gesù voleva morire per pagare per i nostri peccati, per poter in questo modo donare il perdono a chiunque glielo chiede.

Meno male che Gesù non è fuggito, che non è andato in Giappone, ma che ha scelto la via della croce per amor nostro!

E meno male anche che la storia di Gesù non finisce sulla croce ma che continua con la Sua risurrezione! Egli non ha soltanto vinto il peccato, ma anche la morte, e chi crede in Lui può perciò avere la vita eterna.

Gesù è tornato da Dio, Suo Padre. Vive in eterno, è alla destra del Padre, con tutta la Sua potenza, e ci promette:

Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. (..) Ora ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente.” (Matteo 28, 20)



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